Sei fasi, un Balsetta e una gara
Il progetto "Giovani — Capannori" è finito come doveva finire: con dei ragazzi in un prato che rincorrono i modelli che si sono costruiti da soli.
Il percorso era strutturato in sei fasi, e ognuna serviva a mettere un mattone. Si comincia sempre dal piano di costruzione: un disegno in scala reale con tutte le parti e le quote. Imparare a leggerlo è già mezza lezione di disegno tecnico, solo che nessuno la chiama così.
Il Balsetta, poi il Sky Voyager
Il primo modello è il Balsetta: semplice, robusto, fatto per essere costruito in poco tempo e per far capire subito quali sono le parti di un aereo e come si comportano. Il secondo gradino è il P1B-1 Sky Voyager: settanta grammi, 648 millimetri di apertura alare, Depron e trazione elastica. Qui la costruzione richiede la supervisione di un esperto, e soprattutto arriva il centraggio.
Il centraggio è il momento in cui i ragazzi capiscono che un aeromodello non è finito quando è incollato. Si sposta un peso di pochi decimi di grammo, si prova, si guarda la planata, si corregge. È la parte più tecnica del percorso, ed è anche quella dove si vede chi ha la pazienza per andare avanti.
Le mani sui modelli da gara
Nella quinta fase abbiamo fatto una cosa che a qualcuno è sembrata azzardata: abbiamo dato ai partecipanti gli F1A e gli F1B dell'associazione — i veleggiatori e i modelli a elastico con cui i nostri soci gareggiano ai Campionati Italiani e internazionali — e li abbiamo fatti riparare e centrare a loro.
Non è un dettaglio organizzativo. È il passaggio in cui un ragazzo smette di sentirsi un partecipante a un corso e comincia a sentirsi un aeromodellista, perché ha in mano l'attrezzatura vera.
La gara finale
Il percorso si è chiuso con la gara nell'Area Verde del Comune, organizzata insieme all'Aeroclub VOLI. Nel Volo Libero vince chi resta in aria più a lungo: il modello vola da solo, tu puoi solo guardarlo e poi correre a recuperarlo.
Qualcuno ha vinto, qualcuno ha rotto un'ala al primo lancio. Entrambe le cose servono. Come scriviamo nel progetto, l'obiettivo è competere in modo sano e rispettoso — e ogni tanto, da una gara così, esce fuori un talento che non sapeva di esserlo.
